Statuto

ASSOCIAZIONE PER LA LOTTA ALL’ICTUS CEREBRALE

 

STATUTO CITTA' DELLA PIEVE

 

ARTICOLO 1. DENOMINAZIONE E SEDE

È liberamente costituita, ai sensi della legge 11 agosto 1991 numero 266, l’Associazione denominata “ASSOCIAZIONE PER LA LOTTA ALL’ICTUS CEREBRALE”, ACRONIMO “A.L.I.CE.”

L’Associazione ha sede nel Comune di Città della Pieve, Piazza Gramsci n.9.

 

ARTICOLO 2. SEZIONI

Possono essere costituite sezioni territoriali, la cui disciplina è definita in apposito regolamento.

 

ARTICOLO 3. INDOLE

L’Associazione è un libero organismo di volontariato costituito esclusivamente per fini di solidarietà e, quindi, senza scopo di lucro (articolo 3 legge 11 agosto 1991 numero 266).

 

ARTICOLO 4. PRINCIPIO FONDAMENTALE

L’Associazione si richiama al dovere di solidarietà che la Carta Costituzionale definisce inderogabile (articolo 2,  primo comma, Costituzione).

 

ARTICOLO 5. PRINCIPIO DI AUTONOMIA

Per l’Associazione, libera espressione della società civile, è valore non rinunciabile il principio di autonomia.

 

ARTICOLO 6. DURATA

La durata dell’Associazione è stabilita a tempo indeterminato.

 

ARTICOLO 7. SCOPI

Fine istituzionale dell’organismo è lo svolgimento di attività di volontariato, prestata dagli associati in modo personale, spontaneo e gratuito e senza fini di lucro, anche indiretto, a beneficio delle persone colpite da ictus cerebrale.

A tale scopo, l’Associazione si propone altresì di:

  1. promuovere e organizzare, mediante incontri, dibattiti, iniziative scientifiche, congressi e corsi di formazione sanitaria, un collegamento tra operatori professionali interessati e pazienti o familiari, allo scopo principale di prevenire o di limitare i danni e le sofferenze causate dall’ictus cerebrale
  2. favorire le iniziative culturali che abbiano come finalità la diffusione delle informazioni atte a migliorare la prevenzione, l’assistenza e la cura dell’ictus cerebrale
  3. stimolare la ricerca scientifica sulle cause e la cura dell’ictus cerebrale
  4. privilegiare la collaborazione con altre associazioni regionali che abbiano adottato il presente articolo nel loro statuto
  5. fondare una rivista per la divulgazione delle informazioni, dei consigli e delle novità terapeutiche in tema di malattie cerebrovascolari.

A tali fini l’Associazione si propone la relazione con l’Istituzione.

Per l’attuazione dei propri scopi, l’Associazione può intraprendere attività commerciali e produttive marginali, ai sensi dell’articolo 3, primo comma, lettera g, legge 11 agosto 1991 numero 266 e nel rispetto del D.M. 25 maggio 1995.

 

ARTICOLO 8. GLI ASSOCIATI – OBBLIGHI E DIRITTI – PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA E DEL PARI TRATTAMENTO – PRINCIPIO DI TRASPARENZA – LIBERTÀ E GRATUITÀ DELLE PRESTAZIONI DEGLI ASSOCIATI – CONDIZIONI DI AMMISSIONE – RECESSO – ESCLUSIONE

L’adesione all’Associazione è libera.

Possono aderire ed essere ammessi all’Associazione pazienti affetti da malattie cerebrovascolari ed i loro familiari, medici ed operatori sanitari interessati ad affrontare insieme le problematiche riguardanti la prevenzione e la terapia delle patologie secondarie a danno cerebrovascolare e tutti coloro che si rendano disponibili a prestare attività di volontariato in modo personale, spontaneo e gratuito per l’attuazione delle finalità statuarie (articolo 7).

La domanda di ammissione deve essere redatta per iscritto e proposta al consiglio direttivo.

I soci si distinguono in:

a)     soci fondatori: sono coloro che partecipano alla costituzione dell’ente

b)     soci ordinari: sono i soci successivamente ammessi

c)     soci sostenitori: la qualifica – conferita dall’assemblea – consegue a un apporto particolarmente qualificato nel servizio o nel sostegno finanziario dell’Associazione

d)     soci benemeriti o onorari: sono i soci che hanno acquisito particolari benemerenze nei confronti dell’ente. La relativa qualifica viene attribuita dall’assemblea.

L’ordinamento dell’Associazione è ispirato al principio del pari trattamento e dell’eguaglianza: le distinzioni succitate hanno valenza meramente etica e tutti gli associati, in quanto tali, hanno pari diritti e doveri. Tutti hanno diritto di intervento e di voto in assemblea e di essere eletti alle cariche sociali.

Gli associati hanno diritto di accesso agli atti dell’Associazione.

L’ammissione all’Associazione non può essere effettuata per un periodo temporaneo. Tuttavia è consentito il libero recesso dall’Associazione, mediante comunicazione scritta indirizzata al consiglio direttivo.

La prestazione è personale, spontanea, gratuita, non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere soltanto rimborsate le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, entro i limiti preventivamente stabiliti dall’Associazione (articolo 2 legge 11 agosto 1991 legge 266).

L’associato ha l’obbligo di pagare la quota associativa stabilita dall’assemblea.

In caso di grave violazione degli obblighi statutari, di inosservanza dei deliberati legittimamente assunti dagli organi sociali o di altri gravi motivi, l’associato può essere escluso con deliberazione dell’assemblea, sentito il collegio dei garanti. Il procedimento per esclusione deve ispirarsi al principio del contraddittorio e, quindi all’obbligo di motivazione. L’escluso può fare ricorso all’Autorità Giudiziaria.

Chi recede, decade, è escluso – o cessa comunque l’appartenenza all’associazione – non può richiedere i contributi a qualsiasi titolo versati, né ha alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione.

 

ARTICOLO 9. ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE – LIBERA ELETTIVITÀ E GRATUITÀ DELLE CARICHE – DEMOCRATICITÀ DELLA STRUTTURA

Sono organi dell’Associazione:

1)     l’assemblea

2)     il consiglio direttivo

3)     il presidente

4)     il collegio dei revisori dei conti

5)     il collegio dei garanti

Le cariche sono liberamente elettive e gratuite (articolo 3 legge 11 agosto 1991 numero 266).

Tutte le cariche durano quattro anni, a eccezione del presidente nominato per la prima volta nell’atto costitutivo, il quale resterà in a carica per il periodo di un anno.

La struttura dell’Associazione è democratica.

 

ARTICOLO 10. ASSEMBLEA GENERALE

È costituita in assemblea l’universalità degli associati. L’assemblea è l’organo sovrano dell’Associazione ed è formata dai soci che come tali risultino iscritti al tempo della convocazione.

L’assemblea è ordinaria e straordinaria.

L’assemblea ordinaria è convocata – con deliberazione del consiglio direttivo – una volta all’anno per l’approvazione del bilancio.

È altresì convocata quando il consiglio direttivo ne ravvisi la necessità e quando ne faccia richiesta motivata almeno un decimo degli associati.

Sono altresì di competenza dell’assemblea ordinaria:

a)     la valutazione e l’approvazione della programmazione annuale, ivi compresa la definizione delle linee e dei settori prioritari d’intervento e degli indirizzi politici generali dell’Associazione

b)     l’elezione del presidente e degli altri componenti il consiglio direttivo, a eccezione del primo presidente e dei primi consiglieri nominati nell’atto costitutivo

c)     la nomina dei revisori dei conti e dei garanti, fatta eccezione per i primi revisori dei conti e per i primi garanti nominati nell’atto costitutivo

d)     l’approvazione del bilancio consuntivo e della relazione redatta dal consiglio direttivo

e)     l’adozione dei regolamenti

f)      l’approvazione delle modifiche statutarie, su proposta del consiglio

g)     la determinazione annuale dell’ammontare della quota associativa

h)     deliberare su ogni questione sottoposta dal consiglio alla sua approvazione

L’assemblea straordinaria delibera in ordine alle modifiche statutarie e allo scioglimento dell’associazione.

La convocazione delle assemblee avviene mediante avviso personale da inoltrarsi al domicilio di ciascun associato, quale risultante dal libro degli associati almeno 15 (quindici) giorni prima della data stabilita per l’adunanza. Dell’avviso è data altresì pubblicità tramite affissione nella sede sociale. L’avviso deve contenere l’indice analitico degli oggetti di trattazione.

L’assemblea è presieduta da colui che sarà designato di volta in volta a maggioranza degli intervenuti.

Il presidente è assistito da un segretario designato allo stesso modo.

Ciascun associato ha diritto soltanto a un voto.

È ammesso il voto per rappresentanza, ma ciascun intervenuto non può essere latore di più di due deleghe, conferite per iscritto e da conservarsi agli atti dell’Associazione.

Le deliberazioni dell’assemblea ordinaria sono prese, in prima convocazione, a maggioranza di voti e con la presenza di almeno metà degli iscritti; in seconda convocazione, è sufficiente la presenza di almeno un decimo degli associati.

Per l’elezione alle cariche sociali risultano eletti gli aventi diritto che abbiano ottenuto il maggior numero dei voti. A parità di voti, risulta eletto il candidato più anziano per età.

Per le modifiche statutarie occorre la presenza di almeno un terzo degli aventi diritto e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio è necessario il voto favorevole di almeno i tre quarti degli associati.

Le deliberazioni assembleari devono constare da apposito verbale redatto dal segretario, sotto la direzione del presidente.

 

ARTICOLO 11. IL CONSIGLIO DIRETTIVO

L’Associazione è amministrata da un consiglio direttivo composto di un numero di membri variabile – fino a un massimo di undici, incluso il presidente – eletti dall’assemblea. La relativa determinazione spetta ogni volta all’assemblea stessa.

I componenti il primo consiglio direttivo sono nominati nell’atto costitutivo.

Il consiglio opera avuto riguardo agli indirizzi e alle direttive espresse dall’assemblea, ai cui deliberati dà esecuzione.

L’amministrazione dell’ente è ancorata ai principi di trasparenza e del buon andamento.

Il consiglio elegge tra i suoi membri il vicepresidente, il tesoriere e il segretario.

Il consiglio nomina i componenti del comitato culturale, anche tra i non soci. Il comitato assiste il consiglio in tutte le attività e manifestazioni di indole culturale.

Il consiglio può delegare le proprie attribuzioni a un comitato esecutivo composto da alcuni suoi membri.

La convocazione del consiglio avviene mediante avviso da inoltrarsi almeno dieci giorni prima della data stabilita per l’adunanza. Nei casi urgenti può essere disposta a mezzo telegramma e senza l’osservanza di detto termine.

Per la validità delle deliberazioni del consiglio è necessaria la presenza della maggioranza dei suoi membri e le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta. Il voto non può essere dato per rappresentanza ed è palese.

Nel caso di vacanza della carica di consigliere, a chi viene a mancare subentra il primo dei non eletti all’esito dell’ultimo scrutinio elettorale. Il sostituto dura in carica fino alla scadenza naturale dell’organo.

Spetta al presidente di convocare il consiglio; il presidente è tenuto a riunirlo senza ritardo quando ne sia richiesto da almeno un terzo dei consiglieri.

 

ARTICOLO 12. IL PRESIDENTE – IL VICEPRESIDENTE –POTERE DI RAPPRESENTANZA

Il presidente del consiglio è presidente dell’Associazione.

Il presidente rappresenta l’unità e l’identità dell’Associazione e al medesimo spetta la rappresentanza legale e la firma dell’Associazione di fronte ai terzi e in giudizio.

Al presidente è riconosciuta una privilegiata funzione di impulso e di coordinamento degli altri organi sociali.

Il presidente presenta all’assemblea una relazione annuale sullo stato dell’Associazione.

In caso di sua assenza o impedimento, ne fa le veci il vicepresidente, al quale spetterà in tal caso il potere di rappresentare l’Associazione di fronte ai terzi e in giudizio.

L’intervento del vicepresidente costituisce perciò solo di fronte ai terzi prova dell’impedimento del presidente.

 

ARTICOLO 13. IL COLLEGIO DEI GARANTI

Il collegio dei garanti è costituito da tre membri eletti dall’assemblea, a eccezione dei primi eletti nell’atto costitutivo.

Nella prima seduta il collegio elegge il suo presidente.

Il collegio è posto a salvaguardia della componente deontologica e di immagine dell’ente e, altresì, degli interessi ideali dell’Associazione e dei diritti del singolo associato.

Ogni associato può dar notizia al collegio di fatti che ritiene censurabili sotto i profili qui considerati.

Nel procedimento per esclusione, il collegio esprime parere non vincolante.

 

ARTICOLO 14. IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

Il collegio dei revisori è l’organo di controllo e di vigilanza dell’amministrazione. Il consiglio deve controllare l’amministrazione dell’Associazione, vigilare sull’osservanza della legge, accertare la regolare tenuta della contabilità.

Il collegio si compone di tre membri effettivi e due supplenti nominati dall’assemblea anche tra i non associati, a eccezione dei primi nominati nell’atto costitutivo.

Nella prima seduta il collegio nomina il suo presidente.

L’ufficio è gratuito ed è incompatibile con il mandato di consigliere.

 

ARICOLO 15. FONDO COMUNE E RISORSE ECONOMICHE

Il fondo comune dell’ente è inizialmente costituito dai contributi versati dagli associati in sede di costituzione.

Successivamente può essere incrementato da:

a)     contributi degli aderenti – anche sotto forma di quote associative annuali, nell’ammontare determinato annualmente dall’assemblea e beni acquistati con tali contributi

b)     contributi di privati e contributi pubblici

c)     donazioni e lasciti testamentari

d)     rimborsi derivanti da convenzioni

e)     entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera g, legge 11 agosto 1991, numero 266 e nell’osservanza del D.M. 25 maggio 1995.

I beni - a qualsiasi titolo acquisiti dall’Associazione – e le loro rendite sono destinate esclusivamente al conseguimento dei fini istituzionali dell’ente.

 

ARTICOLO 16. ESERCIZIO SOCIALE – OBBLIGO DI FORMAZIONE DEL BILANCIO

L’esercizio sociale si chiude il 31 dicembre di ciascun anno. Il primo esercizio si chiuderà il 31 dicembre 2000.

Il bilancio consuntivo – predisposto a cura del consiglio – deve essere approvato dall’assemblea entro sei mesi dalla chiusura di ogni esercizio. Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e precisione e corredato dalle relazioni del consiglio e dei revisori dei conti. Il documento deve essere depositato presso la segreteria dell’ente almeno 15 (quindici) giorni prima della data dell’adunanza stabilita per l’approvazione; ciascun associato ne ha libero accesso.

È fatto divieto all’Associazione di distribuire anche in modo indiretto utili e avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitali durante la vita dell’organizzazione, salvi i casi previsti dalla legge.

 

ARTICOLO 17. SCIOGLIMENTO – DEVOLUZIONE DEI BENI

In caso di scioglimento dell’Associazione i beni residuati, dopo la liquidazione, devono essere devoluti ad altre organizzazioni di volontariato operanti in identico o analogo settore.

 

ARTICOLO 18. NORMA DI RINVIO

Per quanto non espressamente previsto nel presente statuto, si richiama la disciplina speciale e, in difetto, le disposizioni del Codice Civile.

 

F.to                       Alberto Bischi

                  Maria Grazia Celani

                  Luciano Convito

                  Elza Della Lena

                  Roberto Fè

                  Serenella Peciotti

                  Maria Santa Piccini

                  Stefano Ricci

                  Enrico Rigetti

                  Andrea POSITANO de VINCENTIIS Notaio

     

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