APRILE mese della prevenzione
In occasione di Aprile Mese della Prevenzione per l’Ictus Cerebrale, A.L.I.Ce. - Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale - di Città della Pieve, in linea con le note diffuse dall’Associazione Nazionale vuole mettere in guardia contro un importante fattore di rischio modificabile: l’obesità.
Città della Pieve, è bene ricordarlo, è sede del centro DAI - Disturbo Alimentare Incontrollato - e Obesità della Usl Umbria 1, primo centro in Italia interamente dedicato al trattamento residenziale, semiresidenziale e ambulatoriale di persone soggette a tali disturbi, presso la Casa della Comunità in Via Beato Giacomo Villa 1.
Con questa campagna si vuol mettere in guardia la popolazione sul pericolo dell’obesità, in particolare per le fasce giovanili, sulle conseguenze in termini di costi sociali per il sistema sanitario nazionale e ricordare le principali indicazioni dettate dalle linee guida italiane sulla prevenzione dell’ictus.
Andrea Vianello, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Odv, ricorda come l’Associazione senta la responsabilità di portare all’attenzione pubblica quei fattori di rischio che possono essere modificati e che, se affrontati in tempo, possono evitare sofferenza, disabilità e costi sociali enormi. A tale proposito sottolinea come l’importanza di dedicare il mese di aprile all’obesità significhi ribadire l’impegno quotidiano di A.L.I.Ce. nella prevenzione dell’ictus: informare, sensibilizzare, promuovere stili di vita salutari e sostenere percorsi di cura integrati con l’obiettivo di ridurre l’onere clinico, sociale ed economico dell’ictus cerebrale.
Di seguito condividiamo il comunicato pervenuto da A.L.I.Ce. Nazionale.
L’obesità è ormai riconosciuta come un importante fattore di rischio per l’ictus e per le malattie cardiovascolari in generale. Numerose evidenze scientifiche mostrano come l’aumento dell’indice di massa corporea (BMI) sia associato a un incremento progressivo del rischio di ictus ischemico e cardiovascolare: le persone con obesità presentano rischio maggiore di ictus rispetto a persone con peso nella norma, anche indipendentemente da altri fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione e diabete.
E questo problema si verifica non solo negli adulti: l’obesità in età giovanile è, infatti, associata a un aumento significativo del rischio di incorrere in un ictus precoce; diversi studi dimostrano che essere in sovrappeso o obesi in giovane età, fascia compresa tre i 20 e i 40 anni, comporta un rischio aumentato di oltre 1,8 volte rispetto a coetanei con peso normale. Ulteriori dati suggeriscono che l’obesità in adolescenza può essere associata a un rischio fino a 2-3 volte maggiore di ictus prima dei 50 anni. Questi risultati sottolineano dunque l’importanza di iniziare precocemente la prevenzione dei fattori di rischio, non solo nelle persone adulte e anziane, ma già in età adolescenziale.
Secondo stime epidemiologiche internazionali, circa il 10-15% dei casi di ictus ischemico può essere attribuito all’eccesso di peso corporeo. Considerando che in Italia si registrano ogni anno circa 120.000 nuovi casi di ictus, ciò significa che fino a 15.000 eventi potrebbero essere correlati direttamente o indirettamente a sovrappeso e obesità.
Il Prof. Danilo Toni, Direttore dell’Unità Trattamento Neurovascolare del Policlinico Umberto I di Roma e Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico di A.L.I.Ce. Italia Odv, dichiara come la scienza clinica dimostri in modo chiaro ed evidente quanto l’obesità vada considerata fattore di rischio importante e modificabile per l’ictus cerebrale. Aggiunge inoltre come questo rischio non riguarda solo le persone anziane ma si estenda anche alle fasce giovanili: intervenire presto, con prevenzione e attraverso stili di vita salutari, può ridurre significativamente l’incidenza della patologia nella popolazione.
L’obesità non ha solo un impatto clinico ma comporta anche forti conseguenze economiche: si stima che in Italia comporti costi complessivi di oltre 13 miliardi di euro all’anno, comprendendo spese dirette per ricoveri, visite e farmaci e costi indiretti come perdita di produttività lavorativa. Le complicanze cardio-cerebrovascolari, tra cui l’ictus cerebrale, costituiscono una parte rilevante di questi costi: stime italiane evidenziano come gli eventi cardio-cerebrovascolari correlati all’obesità generino oltre 2 miliardi di euro l’anno di spesa sanitaria diretta, senza considerare il costo della riabilitazione, dell’assistenza a lungo termine e della disabilità post-ictus.
Le linee guida italiane di prevenzione e trattamento dell’ictus cerebrale confermano l’importanza di intervenire sui fattori di rischio modificabili per ridurre l’incidenza di questa patologia nella popolazione. In particolare, si raccomanda di:
Le linee guida raccomandano anche la valutazione del BMI e dei fattori metabolici come parte integrante del programma di screening e prevenzione, suggerendo riduzioni di peso progressive e sostenibili nelle persone sovrappeso o obese per ridurre il rischio di recidive e complicanze cardio-cerebrovascolari.