Sabato 28 marzo 2026 ore 17.00
Sabato 28 marzo 2026 alle ore 17.00 a Città della Pieve, Sala delle Muse, Palazzo Corgna la popolazione è invitata a partecipare alla presentazione del libro “L'eredità di Carlo Urbani - Il protocollo che ha salvato milioni di vite”.
Ad organizzare l’iniziativa l’Associazione A.L.I.Ce., in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e l’Ufficio stampa delle Edizioni Paoline.
A presentare il libro sarà l'autore Vincenzo Varagona, giornalista e presidente UCSI, Associazione cattolica giornalisti e comunicatori professionali, con l’intervento di Giuliana Chiorrini, moglie di Carlo Urbani. Nell’ambito della manifestazione verrà proiettato il docufilm su Carlo Urbani “Ho fatto dei miei sogni la mia vita” dei registi Romeo Marconi e Riccardo De Angelis.
Il dottor Carlo Urbani, microbiologo italiano è stato il primo ad identificare e classificare la SARS o "polmonite atipica", che tra il 2002 e 2004 scatenò un'epidemia con 774 vittime, tra cui lui stesso. La sua scoperta ha permesso di salvare milioni di vite.
Dopo la sua morte ha ricevuto varie onorificenze italiane e straniere. A lui sono intestate vie, ospedali, parchi, musei ed una lapide lo ricorda nel Giardino dei Giusti a Milano.
Impegnato attivamente fin da giovane nel volontariato, da Mani Tese a Medici Senza Frontiere, si è prodigato fortemente per il diritto all'accesso ai farmaci per le popolazioni dei Paesi in via di sviluppo, farmaci in parte acquistati grazie al Premio Nobel assegnato all’Associazione MSD e ritirato dallo stesso Urbani.
Consulente dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha operato, per buona parte della sua carriera all’estero con incarichi di primaria importanza, ed è proprio all’estero, a Bangkok in Thailandia, che muore.
Secondo l'OMS il metodo anti-pandemie da lui realizzato nel 2003 rappresenta, ancora oggi, un protocollo internazionale per combattere questo tipo di malattie.
Vi aspettiamo numerosi, per conoscere ed apprezzare l’operato di chi si è speso per tutta la vita al servizio della ricerca e dell’umanità più disagiata del terzo-quarto mondo.